“Se non sai cosa fare, ascolta il tuo cuore”.
Te lo senti dire spesso.
Lo consigliano i maestri.
Lo leggi nei libri.
Lo ribadiscono gli amici.
E allora ti metti in ascolto.
Ci provi, almeno.
E quando ti sembra di aver capito, fai la tua scelta.
Ma sei sicuro di avere inteso bene?
Sei certo di aver ascoltato la voce giusta?
Perché quella del cuore è udibile solo a chi, il cuore, è disposto ad aprirlo.
Ma è facile confondersi.
È facile credere che basti spostarsi dai pensieri della mente al “sentire”.
Sentire cosa, però?
Qui sta l’inganno.
Quello che ti fa assecondare un istinto, una pulsione, credendo siano il canto del tuo cuore.
Che ti chiama a inseguire un’attrazione, un bisogno, scambiandoli per desideri del cuore.
Che ti spinge a dare tutta la tua attenzione a un’emozione, perché – caspita! -ti “riempie” il cuore.
Eccolo, il malinteso più grande.
Le emozioni non sono il tuo cuore.
Lo ripeto: le emozioni non sono il tuo cuore.
Se non lo comprendi, possono sedurti e ingannarti.
Se non stai attento, possono fuorviarti e assumere il controllo della tua vita.
Pensa a quante volte ti è accaduto.
A una relazione che hai vissuto, per esempio.
Ti è mai successo di scegliere credendo di essere guidato dal cuore, per poi scoprire che era tutt’altro?
O magari nemmeno te ne sei reso conto, e ancora adesso ti chiedi perché è finita in quel modo.
Eppure eri convinto di aver dato ascolto al tuo cuore: quel tuo sentire così forte, così intenso, non poteva che essere lui!
L’intensità, ecco cosa ti induce in errore.
È facile sbagliarsi, credimi.
Ma il cuore non alza la voce, sussurra.
Il cuore non lancia fuochi d’artificio, sparge gocce di rugiada.
Il cuore non crea turbamenti, regala oasi di pace.
Puoi sentirlo solo quando in te c’è silenzio.
Solo se la mente riposa e gli istinti sono sopiti.
Solo quando hai lasciato andare le tue emozioni ed è cessato ogni conflitto interiore.
Ma occorre che tu ti spinga oltre, se vuoi davvero udire la sua voce!
Come posso farlo? – ti chiederai.
Incomincia a distinguere con precisione le energie che si muovono nella tua pancia.
Impara a riconoscere ciò che realmente agita il tuo petto.
Osservati senza agire e permetti al tuo sistema interno di portare a compimento i suoi processi naturali.
Non ti serve la fretta, e nemmeno crearti ansia.
È necessario essere pazienti, prima di divenire consapevoli.
Perché, vedi, le tue emozioni sono importanti.
Anch’esse devono essere ascoltate.
E questo è il paradosso.
Non confonderti, ora.
La verità è che hai bisogno di vivere le tue emozioni, perché sono la strada che ti conduce fino alle porte della comprensione.
Senza le emozioni non potrebbe realizzarsi l’esperienza umana della tua anima.
Ma è essenziale attendere con immobile risolutezza che svolgano la loro funzione ed esauriscano il loro compito.
Volta per volta.
Onda dopo onda.
Mentre tu resti fermo, tenace come uno scoglio.
Solo dopo si aprirà la possibilità di entrare nello spazio più sacro del tuo essere (che rimane chiuso finché sei “preso” da altro).
Solamente quando il mare sarà tornato immobile e silenzioso, sarai veramente capace di ascoltare il tuo cuore.

Luca Valente